martedì 25 novembre 2014

Innovare nel rispetto delle tradizioni I piatti tipici in versione “gluten free”

La Cucina italiana è ritenuta oggi la più famosa nel mondo, con influenze a livello internazionale. Tanti sono i piatti tipici che la caratterizzano. Ma perché non riproporre queste ricette anche senza glutine? Studiare una ricetta modificando gli ingredienti non adatti, stando attenti alla contaminazione crociata, è una vera e propria arte

La Cucina italiana si è sviluppata attraverso secoli di cambiamenti politici e sociali, con radici che risalgono al IV secolo a.C. È stata influenzata dalla cucina etrusca, da quella dell’antica Grecia, da quella dell’antica Roma, da quella bizantina, ebraica e araba. Importanti cambiamenti si ebbero con la scoperta del Nuovo Mondo e l’introduzione di nuovi ingredienti come patate, pomodori, peperoni e mais, ora fondamentali in cucina, ma introdotti in quantità solo nel XVIII secolo.

La Cucina italiana è conosciuta per la diversità a livello regionale, e per l’abbondanza nel gusto e nei condimenti. È inoltre ritenuta la più famosa nel mondo, con influenze a livello internazionale.

La caratteristica principale della Cucina italiana è la sua estrema semplicità, con molti piatti contenenti da 4 fino a 8 ingredienti. I cuochi italiani fanno affidamento sulla qualità delle materie prime piuttosto che sulla complessità di preparazione. I piatti spesso sono stati creati dalle nonne più che da chef, per questo molte ricette sono adatte alla cucina casalinga. Molti piatti che una volta erano conosciuti solo a livello regionale si sono diffusi in tutta la nazione. Da Nord a Sud dell’Italia possiamo passare dalle sarde in saor del Veneto, al caciucco della Toscana, al panino ca’ meuza (pane con la milza) della Sicilia.

Ma perché non riproporre queste ricette senza glutine? Studiare la ricetta di base può essere naturale, ma modificare gli ingredienti non adatti, stando attenti alla contaminazione crociata, è una vera e propria arte. Tutto è possibile. Di base ci dev’essere la volontà di sperimentare e di non fermarsi.

Non tutte le ricette senza glutine riescono al primo esperimento. L’impegno dello chef può essere ripagato dagli occhi delle persone quando scoprono di non avere un pasto scongelato da mensa dei poveri, ma un vero e proprio pasto cucinato senza glutine solo per loro. Meglio ancora se per loro e per i loro commensali.