lunedì 30 giugno 2014

Caramelle al Silter con burro e nocciole - GLUTEN FREE


Ricetta di Walter Zanoni, cuoco e docente di cucina. 


Ingredienti (per 4 persone)
Per la pasta fresca
300 g miscela senza glutine Dallagiovanna, 
200 g uova intere fresche, 
3 g sale
Per la farcia
300 g ricotta, 
120 g formaggio Silter stagionato 2 anni grattugiato, 
pepe q.b.
Per la salsa
100 g burro, 
20 g granella di nocciole tostate, 
timo q.b., 
50 g formaggio Silter

Preparazione: preparate la farcitura delle vostre caramelle mescolando accuratamente tutti gli ingredienti. Preparate quindi la pasta amalgamando la miscela senza glutine Dallagiovanna con le uova e il sale, lavorandola fino a quando non diventerà ben liscia. Preparate quindi le caramelle stendendo la pasta in modo da ottenere una sfoglia dello spessore di un millimetro. Tagliate la sfoglia in rettangoli di 7x5 cm di lato, Disponete sopra la sfoglia delle noci d’impasto di medie dimensioni nel rettangolo. Arrotolare i rettangoli di pasta e chiuderli nei due lati formando delle caramelle. Nel frattempo ponete una pentola con abbondante acqua salata sul fuoco. Preparate la salsa per la vostra pasta sciogliendo in un tegame piuttosto grande il burro e unendovi il timo sfogliato e la granella di nocciole. Quando l’acqua bollirà versatevi con delicatezza le caramelle e fatele cuocere per un paio di minuti. Scolatele molto bene e versatele nella salsa appena preparata. Saltate in padella a fuoco medio, fino a quando la pasta non avrà preso il condimento. Servire con una spolverata di formaggio Silter.

domenica 29 giugno 2014

Casoncelli Bresciani senza glutine e senza lattosio

Ricetta tipica della bassa bresciana, i casoncelli si trovano ad ogni sagra di paese. Vengono preparati con ingredienti semplici della tradizione e serviti con burro versato e salvia. Una vera delizia per il palato. 


Ingredienti per la pasta: 

500g di farina integrale per pasta Molino DallaGiovanna senza lattosio

6 uova
200g di acqua



Ingredienti per il ripieno: 
200g di pane grattugiato senza glutine
150g di Grana Padano stagionato
1 spicchio di aglio tritato finemente
sale
pepe
brodo
prezzemolo tritato

Procedimento: 


1) Unire tutti gli ingredienti della pasta fino ad avere un composto omogeneo, quindi coprite con una pellicola e fate riposare in frigorifero per almeno 1/2 ora

2) Nel frattempo preparate il ripieno: unire tutti gli ingredienti e, a poco a poco anche il brodo in modo da avere un composto omogeneo ma non troppo acquoso. 
3) Prendere la pasta e iniziare a tirare la sfoglia; con la vecchia pasta imperia della nonna ho notato che il livello 4 è il migliore
4) Tagliare dischi regolari di pasta 
5) Mettere un cucchiaino di ripieno al centro e richiudere il bordo
6) Lasciare asciugare la pasta per una notte. E' possibile fare delle porzioni da congelare



7) Per la cottura: cuocere in abbondante acqua salata per circa 8 minuti.

8) Nel frattempo preparare dell'olio di oliva o burro senza lattosio con foglie di salvia
9) Scolare i casoncelli, metterli nella pentola con il burro, una spolverata di grana e servire. 


Pasta fresca senza glutine Vera bontà, con un occhio per la salute


Chi ha detto che la celiachia, accertata o presunta, debba comportare disagi per il cliente e problemi per il ristoratore? Realizzare pasta fresca nelle diete senza glutine è stato per molti anni difficoltoso. Ma ora, grazie alla collaborazione del cuoco e docente Walter Zanoni, anche alla pasta "gluten free" si è reso giustizia


Il cuoco e docente di cucina Walter Zanoni (nella foto) ci presenta questo mese la pasta fresca senza glutine. Ma prima una piccola presentazione dello chef. Nel corso della sua carriera, molte sono state le esperienze che gli hanno permesso di crescere professionalmente, sia nella continuità che nella differenza. Dopo un primo avvio altamente formativo sulle navi da crociera e nei ristoranti stellati, ha lavorato per il Four Season di Milano, per poi accettare dal 2001 al 2009 l’incarico di executive chef per l’Hotel Palazzo Arzaga di Calvagese delle Riviera (Bs).

Walter Zanoni

Ha quindi operato in altre strutture ristorative di alto livello presenti sulla riviera gardesana proponendo un’innovazione sempre nel rispetto della tradizione. I suoi interessi lo portano ad essere sempre attento e sollecito ad una personale crescita, tanto da stimolarlo a specializzarsi in diversi ambiti gastronomici: dalla cucina del territorio a quella salutistica fino alle tecniche di lavorazione della pasta, apportando sempre un tocco di fantasiosa modernità.

Finalmente anche alla pasta senza glutine abbiamo reso giustizia. Dobbiamo anche precisare che lo chef Zanoni è uno dei massimi esperti in Italia sulla pasta fresca e collabora con le aziende per lo sviluppo dei prodotti. La pasta fresca rientra a pieno titolo fra le portate che maggiormente caratterizzano la cultura culinaria italiana. Già nel XII secolo troviamo le prime testimonianze certe, scritte da Frà Salimbene da Parma, che parla di lasagne - oltre che di ravioli - come di un cibo assai diffuso.


Maggiore impulso e divulgazione si è avuta grazie a Caterina dè Medici, che nel 1533 si trasferì in Francia accompagnata dai suoi cuochi, che diffusero maggiormente queste prelibatezze facendole ancor più apprezzare. In ogni regione, oggi come un tempo, si trovano innumerevoli tipologie di paste fresche, tutte di origine casalinga e di lavorazione manuale, frutto della cultura locale e dei prodotti del territorio.


L’ingrediente principale per fare una pasta fresca tradizionale, oltre alle uova, è la farina di frumento. Questi elementi impastati creano una massa elastica e tenace che, grazie alle proteine del grano, forma il glutine. Realizzare pasta fresca nelle diete senza glutine è stato per molti anni difficoltoso, poiché gli sfarinati che si trovavano in commercio non riuscivano a dare quelle caratteristiche tipiche degli impasti con glutine.



Con la collaborazione ed esperienza del Molino Dallagiovanna abbiamo realizzato un impasto elastico e molto duttile, con una buona tenuta in cottura. L’utilizzo di questo preparato per pasta fresca è simile a quello di una normale farina, con l’unica accortezza di idratare maggiormente la massa con uova o, volendo, in parte acqua. Questo impasto è molto facile da lavorare e non ha bisogno di tempi di riposo dopo essere stato impastato: può essere subito sfogliato o trafilato. Lavorando con sfarinati composti di amidi, l’impasto tende a seccare abbastanza velocemente e quindi, durante le fasi di lavorazione, dobbiamo avere l’accortezza di tenere la massa che non utilizziamo sempre coperta.

Questo impasto può essere impiegato per qualsiasi formato di pasta corta, lunga, ripiena e trafilata. La ricetta proposta da Walter Zanoni è la caramella al formaggio Silter con burro e nocciole. La scelta di questo formaggio è stata decisa per il gusto (il formaggio viene fatto con latte crudo di vacche di razza bruna della Valle Camonica e del Sebino Bresciano) e per la qualità del prodotto, verificata da un consorzio di tutela attraverso un disciplinare che ne regola la produzione, prossimamente insignito della Dop.

sabato 28 giugno 2014

Prezzi da capogiro nel senza glutine. Manca una libera concorrenza.



In Italia i prodotti gluten free sono considerati alimenti farmaceutici e come tali sono sovvenzionati dallo Stato, che tramite il Servizio sanitario eroga dei buoni spesa. I prezzi per i normali consumatori restano alti, perché in questo caso le leggi del mercato e della libera concorrenza non possono valere, e i costi di produzione sono comunque elevati


Qualcuno li compra perché pensa che siano più salutari o che facciano dimagrire, ma al di là di queste credenze, prive di conferme, c’è chi non ha scelta e deve acquistarli per forza. Prendiamo ad esempio la farina di riso: in farmacia 4,65 euro, al supermercato 1,59 euro, online dal produttore 0,70 euro. Perché esistono queste differenze?

In Italia, i prodotti gluten free sono considerati alimenti farmaceutici (dietoterapeutici) e come tali sono sovvenzionati dallo Stato, che tramite il Servizio sanitario nazionale ne prevede l’erogazione gratuita. I bonus in denaro variano in base all’età e al sesso: mediamente 140 euro per i maschi adulti e 99 per le donne. Ci sono situazioni come la Toscana dove il valore del ticket è stato portato a 125 per gli uomini e 110 per le donne, e può essere speso anche nei supermercati.


In Piemonte c’è una quota fissa per tutti gli adulti pari a 120 euro, che in Val d’Aosta lievita a 142 euro, ma è spendibile solo in farmacia. In alcune regioni il ticket non può essere frazionato e questo vuol dire che deve essere speso in una sola farmacia. In altre regioni c’è la possibilità di utilizzare il buono anche nei supermercati e di suddividere l’importo in quote minori da spendere in diversi momenti in tanti negozi. Queste però sono decisioni regolate a livello regionale.

Ma nessun Paese (ad eccezione di Malta e della Grecia) attua una politica del genere. Quello che a molti sembra un diritto ovvio è in realtà un privilegio acquisito. Come tutte le medaglie, anche questa ha però un’altra faccia: pagando di fatto lo Stato, il prezzo dei prodotti rimane naturalmente alto. Tecnicamente si dice che la domanda è “anelastica” rispetto al prezzo, perché all’aumentare del numero delle diagnosi (e quindi dei celiaci) il prezzo dei prodotti, anziché scendere come succede per gli altri prodotti, rimane costante (ed anzi aumenta come è accaduto negli ultimi anni).


In questo caso le leggi del mercato e della libera concorrenza non valgono, in quanto se il cliente è lo Stato e se il numero dei potenziali clienti cresce naturalmente, a nessun produttore conviene abbassare i prezzi: perché dovrebbe farlo? Ecco perché ci sono sempre più prodotti ma a prezzi sempre e costantemente elevati.


Una lancia va spezzata a favore delle aziende; non è oggettivamente semplice produrre prodotti senza glutine buoni, tanto da poterli paragonare agli alimenti contenenti glutine. Innovazione, ricerca e sviluppo sono quindi tre voci che hanno un certo peso nel prezzo finale dei prodotti, certamente più gustosi al palato rispetto agli anni scorsi.



Altra caratteristica molto particolare è la distribuzione chiusa dei prodotti gluten free, disponibili nelle farmacie (non tutte e con assortimenti scarsi), da poco tempo in alcune catene della Grande distribuzione ed in pochi negozi specializzati. A rendere il prezzo ancora più elevato è non solo il costo delle materie prime sempre maggiore ma anche la prevenzione dai rischi di contaminazione crociata.




Se il costo della materie prime riguarda tutti i prodotti, con e senza glutine, per un’azienda produttrice di prodotti gluten free prevenire le contaminazioni, organizzare la produzione e la filiera produttiva, effettuare controlli in tutte le fasi dalla lavorazione al trasporto sono tutte attività che necessariamente ricadono sul prezzo al consumatore. A questo si aggiungano poi i costi inerenti le certificazioni e la burocrazia intorno alle singole linee di prodotto. Praticamente fino ad oggi in Italia i prodotti senza glutine venivano venduti solo a chi poteva ritirare i buoni spesa della Asl (Azienda sanitaria locale) di appartenenza.

Ma qualcosa sta cambiando. In alcune regioni italiane è già possibile spendere il proprio buono spesa all’interno dei negozi della Gdo. Trentino, Toscana ed Emilia Romagna sono state le pioniere per quanto riguarda l’accettazione dei buoni e quest’anno arriverà anche la Lombardia. Resta un solo cruciale antagonista: lo Stato, che sovvenzionando il buono mensile non permette l’abbassamento dei prezzi e quindi la libera concorrenza. Ai posteri l’ardua sentenza!


Fonti: www.celiachiamo.it - www.ilsalvagente.it

venerdì 27 giugno 2014

Amaranto, miglio e montina Alimenti naturali senza glutine


L’amaranto (pianta i cui chicchi sono ricchi di proteine), il miglio (cereale dall’elevato valore dietetico) e la montina (farina con alto contenuto di fibre) sono esempio di cibi naturalmente del tutto privi di glutine


Amaranto? Miglio? Montina? Quasi nessuno di questi ingredienti rientra in quelli consumati sulle nostre tavole. Eppure sono tutti naturalmente senza glutine e di facile utilizzo.

Partiamo dall’amaranto. È una pianta originaria del centro America, dai chicchi commestibili. Non è un cereale, come non lo sono grano saraceno e quinoa. È ricco di proteine, fino al 16%, con elevato valore biologico; grazie all’elevato contenuto di fibre ha un effetto positivo sulla digestione e sul ricambio. I chicchi si possono cuocere, dopo il lavaggio, in due parti di acqua con un cucchiaino di sale marino integrale. Il sapore è leggermente dolciastro e ricorda le nocciole.



Il miglio: è una pianta erbacea e rientra nei cereali minori. Nei Paesi industrializzati dell’Europa, dell’America e dell’Oceania, questa specie ha perso del tutto importanza e ha una diffusione marginale anche come cereale foraggero. L’unico impiego economico è come componente di mangimi e becchime per i piccoli uccelli. È invece ampiamento coltivato in aree semidesertiche dell’Asia e dell’Africa. Il valore dietetico è elevato, per il discreto tenore in proteine, sali minerali e fibra. È ricco anche di vitamine A e del gruppo B e per il suo alto contenuto di acido silicico è considerato un prodotto di bellezza per pelle e capelli, unghie e smalto dei denti poiché ne stimola la crescita. La farina è utilizzata per la panificazione non lievitata.

La Montina™ è il marchio registrato della farina fatta dai semi di un’erba chiamata “Indian rice grass” anche se non ha nulla a che vedere con il riso. Ha un alto contenuto di fibre e proteine e viene usata nelle preparazioni senza glutine: per la panificazione al 15-20% mentre per i dolci si può usare in sostituzione di altre farine ma deve essere aggiunta una gomma (Xantano).

Altro ingrediente molto usato oltreoceano, pressoché sconosciuto in Italia, è l’olio di cocco. È un olio vegetale ottenuto a partire dalla polpa essiccata della noce di cocco. Essendo vegetale è privo di colesterolo e tra gli oli vegetali è tra quelli che hanno la minor quantità di acidi grassi insaturi. Molto resistente alle alte temperature, si presta come olio in cucina e per frittura poiché ha un alto punto di fumo. È uno degli ingredienti principali del curry nel sud-est asiatico. Può essere usato per rimpiazzare i grassi solidi prodotti attraverso procedimenti chimico-fisici nei prodotti da forno e pasticceria.



Lo sciroppo d’acero, conosciuto per l’utilizzo a colazione sui pancakes americani, è un liquido zuccherino ottenuto dalla bollitura della linfa dell’acero da zucchero e dell’acero nero. È il terzo dolcificante naturale meno calorico; ha un alto contenuto di sali minerali: con solo 28 grammi di sciroppo assumiamo il 46% del fabbisogno giornaliero di manganese utile per i nervi e il metabolismo. Lo sciroppo d’acero è noto anche per le proprietà depurative oltre che energizzanti. Lo si può usare come sostituto dello zucchero raffinato nei dolci, diminuendo le parti liquide.

giovedì 26 giugno 2014

Frittelle indiane senza glutine


Frittelle indiane - GLUTEN FREE




Ingredienti
300 g di farina di ceci 
360 g di carote grattugiate 
200 g di cipolla 
120 g di piselli 
2 spicchi d’aglio
1 cucchiaio di cumino
1 cucchiaio di garam masala 
½ cucchiaio di curcuma 
½ cucchiaio di lievito in polvere 
50 g di coriandolo fresco tritato grossolanamente
60 ml di acqua
olio per friggere
Preparazione
1) impastare tutti gli ingredienti in una ciotola capiente. 
2) Mettere l’olio nel wok e, con un cucchiaio, versare l’impasto nell’olio caldo. 
3) Una volta dorata rimuovere la frittella e appoggiarla sulla carta forno. 
4) Servire con yogurt al naturale

mercoledì 25 giugno 2014

Il Gluten Free secondo Chef Rubio: " La cucina non deve avere limiti"

Il Gluten Free Secondo Chef Rubio " la cucina non deve avere limiti"



Il gluten free secondo Chef Rubio
«La cucina non deve avere limiti»
Intervista a Gabriele Rubini, in arte Chef Rubio, sul tema del cibo senza glutine. Dalla formazione ad Alma fino ai viaggi in tutto il mondo, il cuoco gipsy racconta le sue esperienze e il suo approccio a questa cucina. «L'Italia - dice - ha ancora molto da imparare, molto spesso ci ritroviamo ad essere troppo conservatori»


Lei, 27 anni, ideatrice e organizzatrice di eventi internazionali di successo. Lui, 30 anni, da ex rugbista a cuoco fino a diventare conduttore televisivo. Mariapia Gandossi (nella foto) intervista Gabriele Rubini, meglio conosciuto come Chef Rubio (nelle foto), cuoco del momento che ha avuto il maggior successo grazie ad un format televisivo ispirato al suo stile di vita gipsy. Mai nessuno aveva osato chiedere a Rubio, che si è diplomato ad Alma, la scuola internazionale di cucina italiana di Gualtiero Marchesi, i suoi pensieri sulla cucina senza glutine. Ma l’audacia degli organizzatori del Gluten Free Expo non conosce limiti!

Mariapia Gandossi e Chef Rubio

Abbiamo notato che nelle interviste che hai rilasciato si parla poco del senza glutine. Quanto spazio occupa la cucina gluten free nel tuo lavoro?
Quotidianamente ho a che fare con la cucina senza glutine. Non bisogna pensare al senza glutine in senso restrittivo. Cucinando a tutto tondo si ha sempre a che fare con il senza glutine: per esempio sostituendo come addensante l’amido di mais alla farina di frumento un piatto si trasforma da “con” a “senza” glutine.

Quanto e quale spazio è stato dedicato alla cucina gluten free ad Alma? Pensi ci sia bisogno di dedicare più o meno tempo?
Ad Alma abbiamo fatto lezioni che prevedevano un’infarinatura sulla cucina senza glutine: dalle paste ripiene fatte con farina di mais fino ad altri prodotti. Il tempo lo deve trovare ogni chef a seconda dell’interesse che ha nell’argomento. Non ci devono essere obblighi, cucinare è un modo per esprimere il proprio io e se nello chef non è compreso “l’io del senza glutine” non bisogna fargliene una colpa.

Tu hai viaggiato molto anche all’estero. Hai mai avuto contatti con la cucina senza glutine?
Giappone, Cina e Corea sono luoghi dove non c’è la coltura del frumento quindi i loro piatti sono per lo più privi di glutine. Basta pensare alla soba, pasta giapponese 100% grano saraceno e agli spaghetti di riso o soia.

Cosa pensi che l’Italia abbia da imparare dalla cucina gluten free estera? 
L’Italia deve imparare molto da qualsiasi tipo di cucina. Molto spesso ci ritroviamo ad essere troppo conservatori. Bisogna crescere ed ampliare il proprio raggio d’azione.

Chef Rubio

Hai un piatto senza glutine che preferisci cucinare?
In generale non ho un piatto che preferisco cucinare, quindi nemmeno un piatto senza glutine. Piatto gluten free preferito da mangiare? Il castagnaccio.

A tuo parere qual è il piatto della tradizione italiana più difficile da proporre nella versione senza glutine?
Un piatto della tradizione nasce e muore con gli ingredienti della tradizione. Se non c’è di base una ricetta senza glutine deve cambiare identità. La carbonara non deve essere fatta con gli spaghetti di riso, in quel caso si può chiamare piatto di spaghetti di riso con guanciale e uova.

Pensi che in Italia possa nascere (e svilupparsi) il mercato dello street food gluten free?
Il mercato dello street food all’estero ha già l’attenzione verso il cliente celiaco. Dal St Lawrence Market di Toronto ai centri commerciali di Perth, si trova ovunque un piatto gluten free. In Italia? O una persona si mette nel mercato per vera passione ed esperienza personale oppure si tratterebbe dell’ennesima speculazione nei confronti di persone che hanno una dieta diversa.

giovedì 19 giugno 2014

Torta mattonella al limone senza glutine e senza lattosio

Questa ricetta prevede l'utilizzo di sole farine naturalmente senza glutine. Nel nostro ufficio è andata letteralmente a ruba. Provare per credere. 





Ingredienti


Per la base

50 g di farina di riso meglio se da chicco intero
175 g di amido di mais
45 g di amido di tapioca
5 g di xantano
50 g di zucchero di canna
1 pizzico di sale
75 ml di olio di cocco
1 uovo

Per la copertura: 

4 uova
375 g di zucchero bianco
1 scorza di limone grattuggiata e il suo succo ( circa 125ml)
50 g di amido di mais
5 g di lievito per dolci

1) BASE: in un frullatore mettere la farina di riso, l'amido di mais e tapioca, lo xantano, lo zucchero ed un pizzico di sale e frullare tutto fino ad avere una farina omogenea. 

2) In una ciotola mescolare l'uovo con l'olio di cocco
3) Unire le farine nella ciotola e mescolare. L'impasto sarà molto granuloso
4) Stendere la base in una teglia con carta forno dal diametro di 23cm circa e appiattirla bene con le mani
5) Infornare a 160°C per circa 12-15 minuti

6) COPERTURA: in una ciotola con le fruste elettriche unire tutti gli ingredienti della copertura

7) Versare il composto sopra la base calda ( quando sono passati i 15 minuti di cottura della base)
8) Infornare a 180°C per circa 35-40 minuti

E' squisita e facilissima!


venerdì 6 giugno 2014

Crostata al grano saraceno con marmellata di frutti di bosco




INGREDIENTI: 

Per la pasta frolla: 

200g di amido di mais
150g di farina di riso
150g di fecola di patate
200g di farina di grano saraceno
15g di xantano
200g di burro senza lattosio
180g di zucchero
6 uova

Per la copertura: 
600g di marmellata di frutti di bosco

PROCEDIMENTO

1) Miscelare le farine con lo xantano e disporle a fontana su una spianatoia

2) Inserire il burro ammorbidito, le uova e lo zucchero

3) Impastare il tutto molto velocemente fino a formare una palla elastica

4) Coprire l'impasto con della pellicola e lasciare riposare in frigorifero per almeno 1 ora

5) Passato questo tempo stendere la pasta dell'altezza di 0,5cm in una teglia imburrata ed infarinata

6) Fare i bordi regolari, riempire con la confettura, coprire con le strisce di pasta

7) Cuocere a 180°C per circa 40 minuti

giovedì 5 giugno 2014

Avena e dieta senza glutine




Viaggiando molto mi trovo a contatto sempre con realtà diverse. Fortunatamente il confronto che nasce porta un qualcosa di nuovo dentro e fuori. Ma una questione rimane sempre in sospeso per noi celiaci, l'avena. Nei paesi anglosassoni l'avena è parte della quotidianità: dal porridge per la colazione fino ai muffin salati. In Italia è poco consumata normalmente, non parliamo dei celiaci. C'è sempre una paura che l'avena faccia male, non sia adatta etc etc. Ma tutta questa confusione è creata anche da un caos internazionale.
Infatti l'AIC recita: “Per quanto riguarda l’avena, le evidenze sperimentali indicano che la stragrande maggioranza dei celiaci può tollerarla, tuttavia si preferisce precauzionalmente non includerla nella dieta priva di glutine soprattutto per il rischio di contaminazione”. Va comunque sottolineato che l’avena è un cereale dotato di proprietà nutrizionali molto valide con un apporto calorico, ad esempio, superiore a quello del mais e del riso e che fra l’altro è particolarmente ricca difibra, una componente sicuramente poco rappresentata nella dieta del celiaco. Una eventuale introduzione dell’avena a piccole dosi (max 50 g/die per l’adulto e 25 g/die per il bambino) potrebbe essere ammessa sotto controllo medico nei celiaci che sono già a dieta aglutinata stretta da tempo ed hanno pertanto già normalizzato lo stato della mucosa intestinale.
Coeliak UK dice: 


In Gran Bretagna (UK) "Coeliac UK" (equivalente dell'italiana Associazione Italiana Celiachia) in riferimento all'avena, pur ponendo qualche considerazione di attenzione, alla fine lascia l'avena pura in uso libero nella dieta del celiaco; viene semplicemente segnalato che l'avena pura e non contaminata può essere considerata libera su base individuale.  
Infine la società svedese: 
La società svedese segnala che l'avenina, per anni considerata da evitare, è realmente diversa dal glutine del frumento, e che i celiaci la possono mangiare senza paura. Non solo, l'avena viene suggerita per i suoi alti valori nutrizionali e per il suo basso costo commerciale.
L'unica avvertenza che si richiede è di chiedere comunque ad un celiaco il suo individuale gradimento quando gli si voglia offrire qualche preparazione che contenga avena. 

Alla fine le diversità tra le differenti strutture, che pure fanno capo ad una struttura internazionale comune, è un ulteriore segno della probabile comparsa di interessi non necessariamente legati alla sola presenza del glutine nell'alimento, ma forse alla sua distribuzione commerciale. 

In questo caso chi ha ragione? Chi sta pensando al bene del celiaco?
Ai posteri l'ardua sentenza.